Metateismo

Leonardo-Da-Vinci-281x300Il Metateismo, fondato dal Maestro Davide Foschi di Milano, è una novità nel panorama artistico italiano: una corrente che si dirama in tante discipline culturali e un movimento aperto a tutti coloro che si riconoscono e sottoscrivono il relativo Manifesto (www.metateismo.com). Senza scopi di lucro, privo di carattere politico e religioso, il movimento ha come fine quello di riscoprire il vero senso dell’Arte, quello del ricollegamento dell’Uomo con il Cosmo e con il Divino, senza pregiudizi e integralismi, e di promuovere e divulgare il proprio pensiero attraverso eventi, mostre, pubblicazioni e  performance che spaziano in varie forme, per un nuovo Rinascimento italiano. L’assunto è che l’arte oggi ha quasi completamente perduto il ruolo che ebbe agli inizi del mondo: quello collegato alla capacità dell’Artista di farsi medium, tramite tra divino ed umano attraverso la trasformazione della materia. Questo ruolo si è progressivamente perso, non certo per mancanza di competenza tecnica (che invece è cresciuta, seppur con alti e bassi, nel corso dei secoli), ma per le modificazioni che la coscienza dell’Uomo stesso ha attraversato, divenendo sempre più complessa, strutturata e profonda. Da essere vivente prevalentemente istintivo, il Metateismo evidenzia che l’Uomo ( e l’Arte ne è uno specchio fedele) è divenuto gradualmente più cosciente. Questa possibilità sempre maggiore di indagare il suo mondo esteriore e interiore lo ha fatto progredire in tanti campi (sociale e tecnologico in primis), ma nel contempo lo ha allontanato drasticamente dal legame spirituale che dalla notte dei tempi lo ricollegava al divino, fuori e dentro di lui. Il risultato di questo processo lo vediamo molto lucidamente negli ultimi secoli, nelle dichiarazioni di morte di Dio e nel nichilismo, nell’integralismo e poi nel relativismo globalizzante, soffocando ogni slancio di pensiero, relegando filosofia e spiritualità ad orpelli delle vite che quotidianamente vengono trascinate dal vortice del numero, della quantità, del peso e della misura, dominate dall’economia, svuotata del suo principio originario di scambio solidale tra esseri umani. L’Arte è forse la vittima principale di questo processo: si va dal dilagante dilettantismo ai tentativi autoterapeutici privi di basi cognitive e quindi in realtà dannosi, per arrivare alla provocazione fine a se stessa, comunque perdendo completamente di vista il compito originario, scambiando queste effettive potenzialità dell’Arte per unici contenuti e non per effetti. Un esempio pratico: nell’arte, visiva ma non solo, il Metateismo mira a scandagliare la vera Essenza del colore. E’ fondamentale andare a riscoprire perché l’Uomo antico non possedesse le stesse e complesse percezioni cromatiche dell’Uomo moderno, così come riappropriarsi degli studi di Goethe, Steiner e Kandinsky e non solo delle teorie scientifiche di Newton. E’ basilare riscoprire questo cammino dell’Umanità in ogni disciplina artistica (nella musica, nella recitazione, nella poesia, nell’architettura e nella scultura), e al contempo immergersi  nelle diverse tradizioni di pensiero orientali ed occidentali, ritrovarne lo spessore, la grandezza, la meravigliosa armonia che le accomuna e le differenze che in realtà non sono altro che un arricchimento, una diversa traduzione linguistico-culturale. Per il Metateismo è necessario andare al di là di ciò che è in superficie, al di là di noi stessi e al di là dei dogmi, sicuri che la via giusta non è mai la più’ facile, ma, una volta che si è fatto il percorso, la soluzione spesso è la più’ semplice. E’ giunto quindi il tempo del cambiamento: è la quasi completa atrofizzazione a richiederlo. Non è nella natura stessa dell’Uomo bloccare la propria crescita; l’Arte, il modus operandi dell’Uomo per creare nel creato, funziona allo stesso modo. Il Metateismo vuole che l’Arte riscopra la nostra parte più profonda attraverso i sensi, tutti i sensi. Nel colore risuona lo spirito ed ogni nota è un colore con cui esso dipinge la nostra anima. Un’Arte in cui la luce del passato non tema l’oscurità del futuro, dove convivano l’energia della coscienza e la sapienza dell’incoscienza. Ecco allora che per questo movimento l’aspetto taumaturgico e quello provocatorio diventano effetti e non contenuti e che lo spettatore può tornare soggetto attivo e non passivo, intraprendendo un suo Viaggio, di cui quello dell’opera è stato il primo spunto. Si porta a coscienza l’ispirazione. Il Metateismo sente che è il momento di riappropriarsi della vera essenza dell’Arte, proprio grazie all’attuale livello di coscienza che l’essere umano ora è in grado di incarnare. Non esistono solo logica e razionalità, l’intelligenza delle emozioni è ormai un dato acquisito e già stiamo guardando il prossimo passo. “Cogito ergo sum” oggi non ci può più bastare. L’Arte è intesa dal Metateismo come mezzo per ricollegare alchemicamente l’alto e il basso, per ritrovare le origini e scorgere il futuro, come strumento per riscoprire il sacro non in quanto dogma ma come consapevolezza della grandiosità dello Spirito umano, come ispiratrice di sogni, di visioni che, se portate a coscienza, possono diventare domande fondamentali per la nostra esistenza!