Mina Cappussi e l’opera che non c’è. L’artista che legge nell’animo dell’osservatore. Dopo New York e Dubai in Molise.

Compri un quadro e ottieni anche un’analisi della personalità. Le opere per guardarsi dentro e riconoscere le parti di noi che non vogliamo vedere, veri e propri specchi magici e strumenti di Counseling. Maya in esposizione permanente a Milano. La Cappussi inserita da Giorgio Mondadori tra gli artisti della Nuova Avanguardia del Metateismo con l’opera Maya. La scrittura da destra a sinistra e l’ispirazione che arriva come un uragano a spazzare via tutto quello che si era consolidato. Le persone hanno cominciato a comprare i quadri e a pretendere le spiegazioni, che vengono “calate” sulla personalità dell’acquirente.

(ITM – UNMONDODITALIANI) Artista internazionale, ha esposto da New York a Dubai, da Abu Dhabi a San Josè di Costa Rica. Mina Cappussi, nota come giornalista e scrittrice, ha cominciato a calamitare l’interesse dei professionisti dell’Arte. Dopo il successo ottenuto negli Usa e negli Emirati Arabi ha accolto l’invito dell’Associazione Vivi Bojano a tenere una personale antologica dal titolo “Maya o le Visioni Oniriche” che si inaugura mercoledì 5 luglio alle 18 a Palazzo Colagrosso, sede del Consiglio Comunale cittadino. La mostra, che ha il patrocinio del Comune di Bojano, rimarrà aperta dal 5 all’11 agosto 2015 con possibilità di visita tutti i giorni dalle 18.00 a mezzanotte al piano terra del palazzo nobiliare di fine ‘800 che fronteggia la Chiesa Cattedrale.

Una mostra che prende il nome dal quadro intitolato Maya che, nel libro della Mondadori sul Metateismo, annovera la pittrice molisana tra gli artisti della Nuova Avanguardia. L’opera,attualmente in esposizione a Milano, presso il Centro Leonardo Da Vinci, è stata esposta al Ministero dei Beni Culturali in via del Collegio Romano, seicentesco Salone Monumentale della Crociera (all’inaugurazione era intervenuta ilsottosegretario di Stato, Francesca Barracciu) e al Museo dello Stadio Domizianogrdipiazza Navona, autorizzata dallaSoprintendenza Archeologica. Entrambe mostre personali in Roma.

Insomma, al centro della esposizione bojanese ci sarà un’opera che non c’è fisicamente, proprio per evidenziare ilcontesto internazionale di un’arte che onora le radici e dunque omaggia ilMolise, terra di talenti sparsi per il mondo. A Bojano potremo ammirare tutta la serie Urphanomen, la Serie Fusion, la Serie Angel, il Bestiario, apprezzate da Philippe DAverio e Giorgio Grasso, in un percorso emozionale di un’Arte visionaria intessuta di preziosità barocche alla Klim (Prof. Marcello CARLINO, critico letterario e d’arte, docente di Letteratura italiana contemporanea dell’Università Sapienza di Roma), affioramenti mitologici, visioni oniriche in cui l’io dell’artista è sempre preponderante (prof. Massimo PASQUALONE, critico d’arte e critico letterario, giornalista e autore, docente di Sociologia e Bioetica pressol’università G. D’Annunzio di Chieti), cromatismi dal sapore impressionista, citazioni di avanguardie del ‘900, eppure e contemporaneamente originale e innovativa “siamo nel nuovo, oltre la prospettiva, oltre Leonardo…” (Genny DI BERT, Rome University of Fine Arts),dal forte potere evocativo (Gioia CATIVA, Storico dell’arte, membro dell’associazione culturale SM’ART di Isernia),un sentiero che segnerà una nuova storia (Dante FASCIOLO, Galleria Ucai La Pigna, Giornalista, Autore, Regista, Curatore, Produttore Esecutivo, 35 anni su RAIUNO (Linea Verde e Linea Blu), già Vice Presidente Nazionale dell’ UCAI, Unione Cattolica degli Artisti Italiani riconosciuta dalla CEI)., che ha sottolineato l’inquietudine dell’uomo, il suo anelito spirituale rappresentato dall’arte della Cappussi. “Il mio augurio – ha dettoMons. PEREGOMons. Giancarlo Perego, Direttore Generale della Fondazione Migrantes e docente pressol’Università LUMSAdi Roma – è quello che i quadri di Mina ci aiutino a leggere la realtà, perché, come ha ricordato Paolo VI, il “mestiere dell’arte è quello di tradurre il messaggio divino”.

La mostra si preannuncia interessante per via dei “quadri-specchio” che mostranodiversi livelli di lettura e di interpretazione, nei quali ognuno “vede” il proprio riflesso, risuonando all’unisono con quella particolare vibrazione. “E’ lo specchio di Alice che si nasconde dietro ogni mio quadro – spiega l’artista – il varco nel mondo “altro” che capovolge la visuale, la deforma, ribalta, muta e mette sottosopra ciò che si è minuziosamente costruito”.

Ma Mina Cappussi è scrittrice, giornalista e counselor, nonché esperta di Comunicazione, che insegna all’Università Roma Tre. Perciò le descrizioni dei suoi quadri, che scrive lei stessa, sono un ulteriore livello di lettura. Le persone hanno cominciato a comprare i quadri e a pretendere le spiegazioni, che vengono “calate” sulla personalità dell’acquirente.

“Mi basta poco per entrare in sintonia con chi si innamora di una mia opera e così riesco a “leggerlo” dentro. Per questo che i miei quadri sono veri e propri strumenti di indagine, per guardarsi dentro e riconoscersi”.

La mostra, che sarà inaugurata mercoledì 5 agosto alle 18.00 dalSindaco della città, Antonio Silvestri, è curata da Marta Ucciferri e sarà presentata da Gioia Cativa che porterà il punto di vista dello Storico dell’Arte-Critico d’Arte. Eliana Cappussi ha curato, splendidamente come sempre, tutta la parte grafica DiAlessandro Cimmino la consulenza sull’allestimento,Franco Iadarola, Stefano D’Alessandro, Francesco Prioriellosi occupano della logistica assieme aStefano Spina eSandra Midea.

HANNO DETTO DELL’ARTISTA:

TORTILI PREZIOSITA’ ALLA KLIMT

“Un mondo – quello di Mina Cappussi – colorato di segni, che ora riportano agli incanti fiabeschi e ai loro orditi antropologici, ora sbalzano profili incisi da antiche civiltà e da suggestiviaffioramenti mitologici, ora ascoltano lontani echi di vibrazioni simboliche tra tortili preziosità alla Klimt e vortici da maelstrom…”

Prof. Marcello CARLINO,

critico letterario e d’arte, docente di Letteratura italiana contemporanea dell’Università Sapienza di Roma, Presidente del Conservatorio Musicale “Licinio Refice” di Frosinone

CANTI DELL’ANIMA, POESIE EMOZIONALI, CONTORNI DAL VAGO SAPORE ESPRESSIONISTA

Le opere di Mina Cappussi sono “canti dell’anima”, poesie emozionaligraficamente raffinate ed oniriche (…) l’autrice, supportata da una curiosità creativa, “vagabonda” nel territorio delle contaminazioni culturali, reinventa con forti cromatismi e definizioni di contorni dal vago sapore espressionista. (…) psicologie dell’esistenza, grammatiche visive di sogni ancorati al reale. Gli spazi sono “ipercarichi” ed in essi si riscontrano suoni orchestralidi composizioni contemporanee. Senza filtri, l’estetica di Mina fuoriesce di getto, sprigionando una profonda energia che si fissa sulla tela e, attraverso giochi pittorici di sovrapposizione ed accostamenti di forme, fa rivivere l’attimo, fermato per sempre, di un racconto.

Genny DI BERT

Rome University of Fine Arts

 

COLORE CHE SI FA SCUDO, SCANDAGLIA, SBARAGLIA, SCONQUASSA

Una profonda sensibilità e unadecisa ricerca cromatica sono lacifra stilistica della produzione di Mina Cappussi. Quelle che a primo impatto possono sembrarevariegate ermeneutiche, in realtà sono legate dal filo di Arianna dello scandaglio psicologico, dovel’io dell’artista è sempre preponderante, sovente epifanico in una metamorfosi continua, celata dietro elementi fantastici (…) la tela che si fa rifugio, il colore che diviene scudo, il dettato pittorico chescandaglia, sbaraglia, sconquassa, dice il noi ed il qui di questo strano itinerario che è la vita, queste scale, sempre troppo alte per le nostre corte gambe, questa fatica e male di vivere che Mina Cappussi trasforma in una realtà onirica (…) Mina interpreta con i sogni il fluire del fiume della memoria e dell’io, dove nulla riduce a geometria o ad opaca piattaforma di saperi l’artista, dove il passato non è mai l’unica meta e dove solo ilsogno crea un varco prezioso nei misteri del vivere.

prof. Massimo PASQUALONE

critico d’arte e critico letterario, giornalista e autore, docente di Sociologia e Bioetica presso l’università G. D’Annunzio di Chieti

SENTIERO CHE SEGNERA’ UNA NUOVA STORIA

Mina Cappussi con la sua mostra: Discronie Archetipe/Verso Un Nuovo Rinascimento ci invita a muovere i primi passi sul sentiero che segnerà nuova storia.

Dante FASCIOLO

Galleria Ucai La Pigna, Giornalista, Autore, Regista, Curatore, Produttore Esecutivo, 35 anni su RAIUNO (Linea Verde e Linea Blu), già Vice Presidente Nazionale dell’ UCAI, Unione Cattolica degli Artisti Italiani (riconosciuta dalla CEI)

ARTE VISIONARIA IMPREGNATA DI POSITIVITA’ E UN PIZZICO DI FOLLIA

Vieni e ti porto via! Con questa espressione, credo si possano descrivere le sensazioni suscitate dai lavori di Mina Cappussi, che si presenta con questa personalequale manifesto della sua poeticaartistica visionaria che porta alla raffigurazione di figure totemiche dal forte potere evocativo, allegoria della sua visione personale della vita, impregnata di positività e di unpizzico di follia. Se Johann Heinrich Füssli, nella sua arte, crea veri e propri incubi, dando vita ad una visione onirica che si trasforma in un’ossessione di immagini, Cappussi, invece, “agisce” diametralmente all’opposto, sperimentando un linguaggio che è agli antipodi dell’arte romantica di fine ‘800.In conclusione, Mina Cappussi si propone come un’artista visionaria, fautrice di un’arte propositiva.

Gioia CATIVA

Storico dell’arte, membro dell’associazione culturale SM’ART di Isernia

L’arte della Cappussi rappresenta l’inquietudine dell’uomo, il suo anelito spirituale. I quadri di Mina ci aiutano a leggere la realtà, perché, come ha ricordato Paolo VI, il “mestiere dell’arte è quello di tradurre il messaggio divino”.

Mons. Giancarlo PEREGO

Direttore Generale della Fondazione Migrantes e docente presso l’Università LUMSA di Roma

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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